Bianco titanio

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Descrizione

Color Index Generic Name: PW6
Potere coprente: 4/5
Tempo di asciugatura: lungo

E’ un nome che indica varie forme di TiO2, principalmente il rutilo e l’anatase, ma anche altri pigmenti bianchi meno importanti che non sono ossidi. E’ un prodotto della tecnologia del XX secolo poiché, mentre i composti a base di titanio sono abbondanti in natura, il titanio, come metallo, è stato conosciuto solo alla fine del 1700. Il minerale anatase non è stato usato dai pittori come pigmento, mentre il rutilo minerale potrebbe essere stato utilizzato, anche se il suo colore non ha nulla della luminosità del pigmento artificiale, infatti il suo colore varia dal giallo al bruno.
Sebbene i biossidi di titanio siano stati preparati subito dopo la scoperta del metallo, l’uso come pigmento ebbe inizio dopo la prima guerra mondiale (in Francia venne commercializzato l’anatase dopo la metà degli anni 1920) ma si affermò solo negli anni trenta.
La preparazione avviene in vari modi, i più importanti sono: idrolisi in soluzione acquosa (processo solfato), ossidazione in fase vapore di TiCl 4 (processo cloruro). Nel primo processo si usa il minerale Ilmenite, FeTiO3 , che viene sciolto in acido solforico per formare i due solfati di Ti e Fe. Quest’ultimo viene trasformato tutto in Fe2+ per aggiunta di ferro metallico; la soluzione viene concentrata, si ha la precipitazione di FeSO4 7H2 O, che si allontana per filtrazione. Quindi la soluzione viene bollita per provocare la precipitazione di TiO2 idrato che si origina dall’idrolisi del solfato. Infine il precipitato così ottenuto viene calcinato a 800-1000°C. A seconda dell’inseminazione durante la precipitazione, si possono ottenere sia il rutilo che l’anatase.

Nel processo cloruro, il rutilo minerale viene trattato con cloro in presenza di carbone, come agente riducente, a 800-1000°C per formare TiCl4 , questo viene purificato per distillazione, quindi ossidato in fase vapore a 1500°C con ossigeno, mentre il cloro si ricupera. Ovviamente il pigmento che si ottiene per questa via è molto più puro.
Il pigmento diventato importante è il rutilo di sintesi, in quanto risulta più stabile all’azione degli agenti atmosferici rispetto all’anatase; inoltre risulta meno adatto come catalizzatore di processi chimici o fotochimici di alterazione di altri pigmenti. TiO2 è inerte chimicamente, resiste ad acidi e basi, esclusi l’acido fluoridrico e il solforico concentrato, a caldo. Si usa anche come colorante alimentare per la sua inerzia chimica. Viene tagliato con solfato di Bario: Titanox A è il TiO2 puro, mentre il Titanox B contiene il 25% di biossido di titanio e il 75% di solfato di bario. Questo è possibile dato il suo elevato indice di rifrazione: 2,74 per il rutilo, 2,52 per l’anatase. Ha quindi un’opacità elevatissima . Viene spesso usato in miscela con altri pigmenti.

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